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La giraffa masai (Giraffa tippelskirchi), nota anche come giraffa del Kilimangiaro, è la più grande specie appartenente

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al genere Giraffa. Precedentemente era considerata una sottospecie di Giraffa camelopardalis, ma nel 2016 è stata classificata come una specie a sè stante. La giraffa masai presenta sul suo corpo delle macchie dal margine seghettato. Originariamente questa giraffa era diffusa in tutta l'Africa, ma oggi, a causa della distruzione dell'habitat e della deforestazione, vive solamente in Kenya e Tanzania.

Nella giraffa non vi è una vera e propria stagione degli amori. Le femmine diventano in grado di riprodursi a 4 anni. Inoltre, partoriscono stando in piedi. Tra il 50 ed il 75% dei piccoli, però, muore nei primi mesi di vita a causa dei predatori. Perfino dopo che il suo piccolo è stato ucciso, la madre tenta ancora di colpire i predatori, come iene o leoni, con i suoi zoccoli affilati. Facendo così può velocemente ferire od uccidere un predatore; un calcio della giraffa masai è potente abbastanza da frantumare il cranio di un leone o spezzare la sua spina dorsale.

Nel collo di una giraffa masai vi sono 7 vertebre. Sulla coda è presente un breve ciuffo di peli. La femmina ha una folta criniera sulla testa, non presente nel maschio. Entrambe, però, hanno sulla fronte da 2 a 5 corna, ognuna delle quali è formata da un osso ricoperto da un sottile strato di pelle. Le macchie di un maschio dominante tendono inoltre ad essere di colore più scuro rispetto a quelle degli altri componenti della mandria.

I maschi adulti raggiungono solitamente un'altezza di circa 5,5m - il più alto esemplare conosciuto misurava 5,87 m di altezza e pesava circa 2.000 kg -, mentre le femmine tendono ad essere un po' più piccole, essendo alte generalmente meno di 5 metri. Sia le zampe che il collo sono lunghi approssimativamente 2 m ed il cuore, del peso di circa 12 kg, raggiunge le dimensioni di un pallone da basket.

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