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Concavenator (il cui nome significa "cacciatore di Cuenca") è un genere estinto di dinosauro Teropode Carcharodontosauride vissuto nel Cretaceo inferiore, circa 130 milioni di anni fa, in quella che oggi è la formazione Las Hoyas, vicino alla città di Cuenca, Spagna. Il genere contiene una singola specie, ossia C. corcovatus, il cui nome completo significa "cacciatore gobbuto di Cuenca". Il fossile fu rinvenuto dai paleontologi José Luis Sanz, Francisco Ortega e Fernando Escaso dell'Università Autonoma di Madrid e dell'Universidad Nacional de Educación a Distancia.

File:Concavenator.png

Descrizione[]

Il Concavenator era un primitivo Carcharodontosauro di medie dimensioni, di circa 6 metri di lunghezza, con diverse caratteristiche uniche. Due vertebre estremamente alte dinanzi ai fianchi formavano una cresta alta ma stretta e appuntita (che probabilmente supportava una gobba o una vela) sulla schiena dell'animale. La funzione di tale cresta è attualmente sconosciuta. Il paleontologo Roger Benson dell'Università di Cambridge ha ipotizzato che questa struttura potrebbe "l'analogo delle creste craniche di altri dinosauri utilizzate come display", sebbene gli scienziati spagnoli che lo hanno scoperto hanno fatto notare che potrebbe rappresentare anche uno strumento per la termoregolazione.

Inoltre, gli arti anteriori (ulna) di Concavenator conservano la prova di ciò che potrebbe essere una rachide o una struttura omologa, una caratteristica anatomica finora nota solo in animali dotati di grandi papille ulnari e piume sugli arti anteriori. Nessun altro rivestimento tegumentario si è conservato sugli arti anteriori, anche se numerose impronte di scaglie si sono conservate nella parte inferiore della coda, nella parte superiore dei piedi (in questo caso erano simili alle grandi scaglie degli uccelli attuali) e nella parte inferiore delle dita, sotto forma di cuscinetti carnosi.

Piume e squame[]

Il Concavenator possiede delle curiose strutture sull'avambraccio simili a papille ulnari, una caratteristica conosciuta solo negli uccelli e in altri Teropodi piumati, come il Velociraptor. Le papille sono create da legamenti che si attaccano al follicolo delle piume, e poiché le squame non si formano dai follicoli, gli autori escludono la possibilità che possano indicare la presenza di lunghe scaglie sulle braccia. Si è piuttosto ipotizzato che le papille, probabilmente, ancoravano strutture più semplici, vuote, simili a una penna. Tali strutture sono conosciute sia nei Coelurosauri come Dilong, che in alcuni Ornitischi come Tianyulong e Psittacosaurus. Se le penne ornithischiane fossero omologhe alle piume degli uccelli, ci si aspetterebbe la loro presenza in un Allosauroide come Concavenator. Tuttavia, se le setole degli Ornithischi non sono legate alle penne, la presenza di queste strutture in Concavenator dimostrerebbero che le piume avevano erano un carattere arcaico dei dinosauri, ben prima della comparsa dei Coelurosauri. Piume o strutture correlate sarebbero, probabilmente, presenti nei primi membri del clade Neotetanurae, vissute nel Giurassico medio. Nessuna impronta di alcun tipo di tegumento è stata ritrovata vicino al braccio di Concavenator, sebbene ampie impressioni di scaglie siano state ritrovate su altre parti del corpo, incluse ampie zone ricoperte di squame rettangolari sul lato inferiore della coda, scaglie simili a quelle dei piedi degli uccelli sulle zampe posteriori, e nella parte inferiore delle dita, sotto forma di cuscinetti carnosi.

Tuttavia, tra gli esperti si è sollevata un'ondata di scetticismo sulla validità dell'interpretazione secondo la quale le protuberanze ulnari rappresentino della papille ulnari. Darren Naish, del blog Tetrapod Zoology, ha notato che queste presunte papille sono fin troppo distanti e irregolarmente distanziate tra loro per essere papille d'attaccamento per le piume. Ha inoltre sottolineato che molti animali hanno strutture simili lungo le linee intermuscolari, che agiscono come punti di attacco per i tendini. Questa interpretazione è stata supportata da Christian Foth e altri, nel 2014.

L'ipotesi che queste protuberanze lungo l'ulna rappresentino punti di inserimento per i muscoli o creste muscolari è stata successivamente esaminata, ed i risultati sono stati presentati nel 2015, durante la riunione della Società di paleontologia dei vertebrati. Elana Cuesta, insieme a due dei ricercatori che inizialmente hanno descritto Concavenator (Ortega e Sanz), ha tentato di ricostruire la muscolatura dell'avambraccio dell'animale per determinare se i dossi ulnari supportassero effettivamente i muscoli come creste inter-muscolari. Identificarono il punto di inserimento per i principali muscoli del braccio e determinarono che la fila di protuberanze non poteva essere localizzata tra nessuno di essi. Scoprirono che l'unica possibilità fosse che i dossi potessero essere una cicatrice da attaccamento per il muscolo M. anconeus, ma ciò è improbabile, poiché questo muscolo si attacca normalmente a una superficie liscia senza segni o protuberanze sull'osso sottostante. Pertanto, Cuesta sostenne che la spiegazione più probabile fosse che la funzione dei dossi fosse quella proposta inizialmente, ossia come punto di aggancio per le rachide delle penne. Tuttavia, gli stessi autori hanno ammesso che è piuttosto insolito che le rachidi delle piume si formino lungo la superficie posterolaterale dell'osso, ma hanno anche notato che la stessa disposizione si trova anche in alcuni uccelli moderni, come le gallinelle d'acqua.

Alcuni paleontologi hanno tuttavia espresso scetticismo alle conclusioni di Cuesta, Ortega e Sanz. Mickey Mortimer ha sottolineato che i dossi ulnari sembrano effettivamente posti sulla superficie anterolaterale dell'osso, piuttosto che sul posterolaterale come affermato da Cuesta et al., e che i coccodrilli sono un riferimento migliore degli uccelli per ricostruire i muscoli di Concavenator e di altri Teropodi non-Maniraptori. Mortimer sostiene che i dossi ulnari sono probabilmente parte di una linea intermuscolare. Il paleontologo italiano Andrea Cau ha confrontato l'avambraccio di Concavenator con gli avambracci articolati di Allosaurus e Acrocanthosaurus e ha dimostrato che l'avambraccio di Concavenator è dislocato e le protuberanze ulnari si trovano sulla superficie anteriore dell'ulna e non sulla superficie postero-laterale. Cau ha inoltre fatto notare che ciò significa che a causa del non essere sulla stessa parte dell'ulna, i dossi ulnari non sono omologhi alle papille ulnari dei paraviani come affermato sia nella descrizione originale del 2010, che nei risultati del 2015 di Cuesta et al.

Cau sostiene che ci sono anche altri elementi che contraddicono l'ipotesi che le protuberanze ulnari siano papille ulnari: i dossi ulnari di Concavenator sono collegati da una cresta d'osso mentre le manopole dei paraviani sono separate l'una dall'altra e le protuberanze ulnari di Concavenator sono distanziati in modo irregolare mentre le papille paraviane sono distanziate uniformemente. Cau ha aggiunto che la filogenetica rende anche improbabile che un Allosauroide come il Concavenator possa avere papille ulnari e penne. Infine, ha concluso che la sua interpretazione dei dossi ulnari fosse che facessero parte della cresta sul lato anteriore dell'ulna forse per l'inserimento della muscolatura che collegava l'ulna e il radio, sottolineando che il Balaur presenta una cresta sul lato anteriore dell'ulna che è omologo a quella di Concavenator e non ha alcuna relazione con le penne remiganti.

Classificazione[]

Il Concavenator venne descritto per la prima volta nel 2010, da parte dei paleontologi José Luis Sanz, Francisco Ortega e Fernando Escaso. Malgrado le insolite caratteristiche, questo animale possedeva alcuni tratti (soprattutto nel cranio) tipici dei C

arcarodontosauridi, una famiglia di Carnosauri che include alcuni fra i più grandi dinosauri carnivori, come Carcharodontosaurus e Giganotosaurus. All'interno della famiglia, sembra che il Concavenator fosse una forma relativamente basale, forse affine all' Eocarcharia.

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